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| Venerdì 24 Aprile 2009 16:05 |
![]() LA NOTIZIA DELL'INCIDENTE SUL GIORNALE "CRONACHE VERONESI" Nella foto sopra la pagina del giornale "Cronache Veronesi", la foto non permette di poter leggere l'articolo, pertanto lo riporto di seguito (I titoli li potete leggere dalla foto). "Un reattore della 3.a aerobrigata di stanza a Villafranca, è caduto ieri mattina poco dopo le 10 in un campo alla periferia della città: il pilota catapultatosi fuori dalla carlinga, è finito sul tetto di un capannone ed è rimasto illeso. Il pilota è il maggiore Fulvio Zancola, di 38 anni, abitante a Villafranca in via Cantore 24: non appartiene alla pattuglia acrobatica ma è l'ufficiale al "briefing" ed il suo compito è quello di ricordare, ogni mattina, ai piloti, che si apprestano a partire in volo, le norme di sicurezza. L'aereo un "RF 84 F", matricola 27452 era appena decollato dalla pista di Villafranca ed aveva percorso non più di un chilometro e mezzo per raggiungere la quota di volo quando il motore ha "piantato" ed il pilota, per evitare una sciagura, lo ha fatto precipitare nella zona disabitata sottostante. Non c'è dubbio che il merito per l'evitata sciagura è da attribuire proprio al pilota. Se questi, infatti, prima di lanciarsi con il paracadute non avesse messo il veicolo* in posizione di "picchiata" ma lo avesse lasciato libero, quasi certamente sarebbe finito sulle case di S. Lucia, con le conseguenze facilmente immaginabili. Il maggiore Fulvio Zancola era salito nella carlinga dell'aereo pochi minuti prima delle 10. Alle 10,03 la torre di controllo gli aveva dato il permesso di partire. La sua missione consisteva nel fotografare, ad alta quota, una zona del confine con l'Austria dove il 27 settembre è presumibilmente precipitato un piccolo aere civile austriaco tipo "Falco F 8", Oe(?)-Avj, in volo da Firenze a Salisburgo. Era questa la terza missione affidata alla 3.a aerobrigata di Villafranca dal 27 settembre ad oggi: la prima del maggiore Zancola. Il decollo era avvenuto regolarmente, poi, improvvisamente, trenta secondi dopo lo stacco da terra, il pilota si è accorto che il motore non rispondeva più ai comandi: alcuni testimoni hanno sostenuto di aver udito due scoppi molto forti e a breve distanza l'uno dall'altro. L'aereo si trovava a circa 150 (*) dal suolo ed aveva davanti a se, a 50 - 60 secondi di volo, l'abitato di S. Lucia. Il maggiore Zancola ha dato quindi un colpo alla pedaliera, ha leggermente virato verso sinistra ed ha azionato il meccanismo che, con una esplosione, espelle il seggiolino del pilota dalla carlinga. Il tutto in pochissimi secondi. Mentre il pilota scendeva velocemente verso terra - il paracadute si è aperto solo ad una cinquantina di metri dal suolo - e si dirigeva spinto dal vento, verso il capannone della ditta "Uranio", l'aereo si schiantava al suolo. L'impatto era disastroso. La fusoliera si disintegrava scagliando pezzetti di lamiera per un raggio di alcune decine di metri, la coda continuava la corsa e, dopo aver "arato" il terreno per più di 500 metri, si arrestava a ridosso di un filare di pioppi., Il motore invece, dopo aver abbattuto un pioppo e superato u n canale di irrigazione - privo di acqua - si arrestava in un pescheto, a circa ottocento metri dal punto di impatto. Il maggiore Zancola, era intanto finito sul tetto del capannone dello stabilimento "Uranio" Purtroppo però, dal tetto spuntano decine e decine di bulloni e quindi egli è stato costretto a spiccare un salto non appena messo piede sulle lamiere e lanciarsi verso il basso per non cadere di schiena sulle punte dei bulloni. E a questo punto il pilota è stato abbastanza fortunato: è finito infatti su di u n cumulo di batterie d'auto - materia prima della fabbrica - alto circa due metri, diversamente egli avrebbe dovuto compiere un volo di oltre cinque metri e ben difficilmente sarebbe rimasto incolume. In suo aiuto è accorso immediatamente l'operaio Mario Gaspari, mentre il capo reparto della stessa fabbrica Ennio Fretti, si dirigeva agli uffici per telefonare alla Croce Verde. Non poca era però la sorpresa del Fretti nel vedere raggiungere, dopo pochi secondi, dallo stesso pilota - che si era liberato da solo delle cinghie del paracadute - che, un pò agitato ma illeso, lo pregava di lasciargli l'apparecchio. La prima telefonata era indirizzata al suo comando. Successivamente il maggiore Zancola telefonava alla moglie: "Guarda che è caduto un aereo e devo andare sul posto a fare dei rilievi. Stai tranquilla anche se verrò tardi a pranzo" Il pilota ha quindi accettato un bicchierino di cognac offertogli dagli operai della fabbrica e si è diretto verso i resti dell'aereo lontano poche centinaia di metri. Appariva soprattutto contrariato e osservava attentamente ora questo ora quel pezzo. raccomandando ai contadini che erano giunti numerosi sul posto, di non toccare niente. Poi è giunta una "campagnola" della 3.a aerobrigata e il maggiore è stato accompagnato alla base. Pochi minuti più tardi egli è risalito su di un aereo e partito per la missione che gli era stata affidata. Sul posto giungevano intanto, due "gazzelle" dei carabinieri di pronto intervento di via Salvo D'Acquisto agli ordini del comandante Mirra ed il maresciallo della stazione di S. Massimo, competente per territorio. La zona veniva così presidiata da avieri e carabinieri insieme, ma ciò non evitava che centinaia e centinaia di curiosi - per lo più abitanti della zona - si recassero a veder i resti dell'aereo. Da parte del comando della 3.a aerobrigata è stata nominata una commissione che cercherà di stabilire le cause dell'incidente. (*) Così riportato come nell'articolo (Vito) Note: Non è vero che il comandante Fulvio Zancola ha telefonato a casa e parlato con la moglie, ma vi è arrivato direttamente verso le 13,00 accompagnato da alcuni amici che, come ricorda il figlio Rodolfo Zancola, continuavano a festeggiarlo!! Nella foto sopra, si vedono oltre al paracadute, un operaio della fabbrica. Si noti l'altezza del capannone e quello delle batterie che fortunatamente hanno attutito la caduta di Brandy 58 riducendone l'altezza del tetto. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Aprile 2009 19:39 |
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